

Il progetto ICARUS - Innovazioni di processo e di marketing per la valorizzazione del carciofo pugliese in un'ottica sostenibile - è stato finanziato nell’ambito dell’avviso pubblico per la presentazione delle domande di sostegno a valere sulla Sottomisura 16.2 e 2 che sostiene la realizzazione di progetti pilota e attività di sviluppo di nuovi prodotti, pratiche, processi e tecnologie nel settore agroalimentare e forestale, nonché il trasferimento e la disseminazione dei risultati ottenuti da parte dei Gruppi operativi.
Il progetto ha ricevuto la concessione degli aiuti con l’Avviso Pubblico approvato con D.A.G. n. 194 del 12/09/2018, pubblicata nel B.U.R.P. n. 121 del 20/09/2018, che prevede un contributo complessivo di €. 482.945,60 a fronte di una spesa complessiva ammessa ai benefici di €. 482.945,60
Il carciofo è noto per le sue proprietà nutrizionali ed è tra le coltivazioni più importanti per la regione Puglia, con una superfice al 2017 di 12.130 ettari e una produzione annua di 1.137.870 quintali, quasi il 30% del totale italiano (ISTAT).
Particolarmente rilevante è l’attuale collocazione della produzione di carciofi in ambito agro-industriale, il cui fabbisogno di approvvigionamento va oltre la disponibilità regionale facendo prevedere una concreta possibilità di sviluppo di superficie da destinare alla cinaricoltura. Ad oggi il carciofo è commercializzato per il consumo fresco, o per la trasformazione (prodotti congelati o appertizzati sottolio o in salamoia), con standard qualitativi differenti a seconda del tipo di trasformazione che nel caso dei prodotti appertizzati prevede trattamenti energici di stabilizzazione enzimatica che ne riducono quasi completamente il valore nutrizionale.
Indipendentemente dalla destinazione d’uso, i capolini richiedono complicate operazione di mondatura e pulitura che vengono effettuare in azienda o dal consumatore finale. Il carciofo è infatti una gemma fiorale con brattee esterne fibrose che vanno rimosse; quelle più interne non fibrose sono eduli così come il ricettacolo, da cui però viene asportata la parte periferica e quella basale anch’esse particolarmente fibrose. In generale quasi il 50% del prodotto non viene utilizzato, rendendo la preparazione prima del consumo particolarmente lunga.
Sulla base degli elementi emersi in occasione degli incontri effettuati con i membri del GO e con gli esperti del settore, si può cogliere quindi l’opportunità di produrre un prodotto pronto all’uso con le inalterate caratteristiche organolettiche e nutrizionali del prodotto fresco e prima ancora una filiera che possa disporre di itinerari tecnici innovativi per la razionalizzazione agronomica e un’ampia gamma varietale con caratteristiche organolettiche e tecnologiche idonee alla lavorazione industriale.
Il progetto si pone l’obiettivo generale di migliorare la competitività della filiera cinaricola pugliese, rafforzando diversi aspetti lungo la filiera stessa. Recupero delle varietà locali, efficientamento in ottica di sostenibilità delle tecniche di coltivazione, introduzione di nuovi prodotti di IV e V gamma, recupero degli scarti di lavorazione per produrre integratori, cosmetici naturali, ecc. ma soprattutto miglioramento della filiera nell’ottica della trasformazione del prodotto per cogliere al meglio le opportunità di crescita offerte dal mercato del prodotto trasformato.
Il progetto prevede i seguenti obiettivi operativi:
Ampliamento della gamma varietale con caratteristiche tecnologiche idonee alla trasformazione industriale (ampliamento del calendario di lavorazione e contrazione dei costi fissi) tramite la valorizzazione della biodiversità locale.
Gli effetti attesi dallo sviluppo del progetto e dal trasferimento delle innovazioni messe a punto sono i seguenti:
● Aumento della superficie coltivata, aumento delle rese unitarie, ampliamento del calendario di produzione dei carciofi, aumento del grado di identità e di identificazione con il territorio, il tutto grazie soprattutto alla valorizzazione della biodiversità locale.
● Ampliamento della gamma di prodotti offerti, soprattutto grazie alle produzioni di IV e V gamma e ai prodotti derivanti dalla valorizzazione degli scarti di lavorazione.
● Dal punto di vista economico si attende un forte efficientamento delle filiera (anche grazie all’ampliamento del calendario di produzione e lavorazione, con conseguente riduzione dei costi fissi unitari) ed un forte aumento della capacità di creare ricavi e valore, grazie ai nuovi prodotti e grazie alla maggior efficienza nell’utilizzo dei fattori della produzione.
● Miglioramento della sensibilità di tutti gli attori della filiera nei confronti del tema della sostenibilità ambientale.
● Aumento della sostenibilità ambientale delle produzioni, soprattutto grazie al trasferimento delle nuove tecniche messe a punto con il progetto ed al conseguente miglior utilizzo dei fattori della produzione, acqua, fertilizzanti e agrofarmaci in particolare.
● Dal punto di vista sociale l’attesa è per un aumento delle opportunità di lavoro, lungo tutta la filiera ed in particolare nei segmenti a valle della stessa.
● Si attende anche un aumento della qualità dell’occupazione, sia per la maggior sostenibilità ambientale dei processi e dei prodotti, sia per il forte lavoro di innovazione di prodotto proposto dal progetto, sia, infine, per l’aumento della redditività di tutta la filiera.
Il primo aspetto innovativo è rappresentato dall’ampliamento della gamma varietale mediante la valorizzazione del germoplasma locale, al fine di produrre capolini d’eccellenza dall’alto valore nutraceutico e capolini rispondenti ai requisiti agro-industriali per la trasformazione.
Altro aspetto innovativo è Il consolidamento della filiera produttiva attraverso la messa a punto e il trasferimento di processi produttivi sostenibili.
Inoltre sarà messo a punto nuovi prodotti ad alto valore aggiunto (carciofo IV e V gamma);
infine, l’efficientamento dell’uso delle risorse sarà perseguito anche mediante un modello di tipo circolare che prevedapl’utilizzo dei composti bioattivi presenti negli scarti della lavorazione per lo sviluppo di nuovi prodotti nell’ambito di integratori, cosmetici naturali e prodotti da forno arricchiti o stabilizzati naturalmente, costituendo una innovazione sia di processo che di prodotto che qualifica fortemente la filiera.
WP1 - Coordinamento
Include tutto il lavoro che gravita attorno alle attività di segreteria e coordinamento tecnico-operativo, la gestione degli incontri del comitato di progetto, il controllo finanziario e la rendicontazione del progetto, garantendo così il buon esito di tutte le operazioni.
WP2 - Monitoraggio
Racchiude tutte le azioni di controllo del progetto che si articolano: nel processo di esecuzione (l’insieme di attività che consentono di assicurare la realizzazione di quanto pianificato nel progetto); nel processo di controllo e monitoraggio che ne determina il rispetto dei tempi di realizzazione; nell’analisi dei rischi e modalità di mitigazione necessari ad ottemperare ad eventuali disguidi che potrebbero presentarsi nel corso della realizzazione del progetto.
WP3 - Attività del progetto
Questa fase è il cuore del progetto stesso composta da tutte le task che coinvolgono l'ambito della ricerca. Studi e analisi eseguite dai diversi partner scientifici di progetto che si intrecciano sotto la supervisione del Responsabile Tecnico scientifico.
WP4 - Divulgazione